Richard Scheürlen

Titolo dell’opera

Anno di realizzazione

Tecnica

olio su tela

Dimensioni

98.4 x 132.4

Richard Scheürlen – Biografia

 

Richard Scheürlen (Stoccarda 1891 -1974). Ufficiale della Marina tedesca fa il suo arrivo in Sardegna negli anni immediatamente precedenti l’inizio della 2ª guerra mondiale, intorno al 1938-1939. Filippo Figari, artista già affermato a quei tempi, soleva trascorrere brevi periodi di soggiorno a Capri; durante uno di quei viaggi, nacque l’incontro del tutto casuale con Richard Scheürlen, un gigante buono, cosi chiamato data la sua statura fuori dal comune, mentre ritraeva in strada degli “scugnizzi”. Sheürlen, dipingeva una pittura impressionista e Figari rimase talmente affascinato dalla sua arte che lo invitò a venire ad Atzara, dove avrebbe potuto trovare ispirazione. In seguito, Scheürlen avrebbe detto che i colori dei tramonti scoperti ad Atzara erano paragonabili solo a quelli visti in Israele e nell’isola di Ceylon. Richard Scheϋrlen, apparteneva ad una antica famiglia nobiliare tedesca, ferito nella 1° guerra mondiale, per il quale era stato insignito della medaglia al valore militare,beneficiava di una pensione di invalidità che gli consentiva di dedicarsi interamente alla sua arte. Arrivato ad Atzara, approdò a casa di Don Efisio Serra, nobile signorotto originario di Samugheo (Or), all’interno del quale organizzò il proprio alloggio. Costretto a ripartire nel 1942 dai tedeschi che lo richiamarono in guerra, venne prelevato e portato a Seneghe, poiché ritenuto esperto geografo militare. A Seneghe, Sheϋrlen stabilì nuove amicizie ma non dipingeva più, mentre ad Atzara, data la partenza forzata, lasciò oltre a numerosi dipinti, molta attrezzatura. Conclusa la guerra, del pittore tedesco non si seppe più nulla e tra gli amici rimasti ad Atzara venne dato per disperso fino a quando Antonio Corriga, che aveva circa 15 anni quando arrivò ad Atzara la prima volta, e ne subì il fascino artistico fino a divenire suo “discepolo” al suo rientro in Sardegna da Firenze, una volta conclusi gli studi artistici e fresco di nomina per l’insegnamento presso le scuole medie ad Oristano, ricordando questo gigante buono, al quale lui si era ispirato nella sua pittura, decise di attivarsi per scoprire che fine avesse fatto il suo “maestro” . << Era un uomo mite, di uno straordinario stile di vita, oltre che straordinario artista – racconta Corriga che serba di Scheϋrlen, un ricordo nitido, fresco e velato di una certa malinconia – per ritrovarlo mi rivolsi a due parlamentari – prosegue Corriga – i quali misero in atto una vera e propria ricerca che alla fine diede i frutti sperati: Scheürlen era vivo, era tornato a Stoccarda sua città di origine dopo essere stato rimpatriato alla fine del ‘44 durante la ritirata dei tedeschi. Scheürlen, incredulo, felice dell’interessamento mostrato dal suo allievo atzarese, invia a Corriga un plico di oltre 16 pagine in cui manifesta ricordi nostalgici della sua permanenza ad Atzara che aveva dovuto lasciare suo malgrado; ha così inizio una fitta corrispondenza che durerà anni. Siamo introno agli anni ’60 quando Corriga, riceve una lettera da S. che gli annuncia una visita ad Oristano, città in cui Corriga si era stabilito a conclusione dei suoi studi, vi resterà ospite a casa sua, per circa 3/4 mesi; in questo lasso di tempo tra Scheürlen e Corriga nasce un vero e proprio sodalizio artistico, infatti il tedesco dipinge e Corriga anche, guidato stavolta dal maestro che non gli lesina consigli e insegnamenti preziosi ed esortazioni a migliorare che saranno poi fondamentali per la definizione e la maturità artistica del maestro sardo. Il tedesco aveva visto che la pittura di Corriga, come la sua, era molto legata al dipinto en-plein air, al modo degli Impressionisti. << Per me è stato un riferimento importante – spiega Corriga – la sua è una pittura che stimola un modo di rappresentare la fantasia in armonia spontanea senza artifizi ne strumenti approfonditi>>. Il sentimento nostalgico del tedesco e il ricordo della sua prima permanenza in Sardegna, fa si che Corriga lo riporti ad Atzara; < Per Sheürlen – racconta Corriga – fu un tuffo nel passato e da quel momento in poi fece di tutto per riprendere e stringere tutti i suoi rapporti con le persone che gli erano rimaste care, tra queste la famiglia di tzia Peppa Demurtas, tzia Grazia Manca e Antonio e Don Efisio, era amico di tutti – prosegue Corriga – anche dei più umili e diseredati >>.

 

Altre opere

Principali mostre personali

 

 

 

Principali mostre collettive