Richard Eugen Napoleon Scheürlen

Titolo dell’opera

Campagna atzarese

Anno di realizzazione

1941

Tecnica

olio su tela

Dimensioni

98.4 x 132.4

Richard Scheürlen – Biografia

 

Richard Scheürlen (Stoccarda 1890 -1969). L’ufficiale della Marina tedesca fa il suo arrivo in Sardegna negli anni immediatamente precedenti l’inizio della 2ª guerra mondiale, intorno al 1935. Filippo Figari, artista già affermato a quei tempi, soleva trascorrere brevi periodi di soggiorno a Capri; durante uno di quei viaggi, nacque l’incontro del tutto casuale con Richard Scheürlen, un gigante buono, cosi chiamato data la sua statura fuori dal comune, mentre ritraeva in strada degli “scugnizzi”. Sheürlen, dipingeva una pittura impressionista e Figari rimase talmente affascinato dalla sua arte che lo invitò a venire ad Atzara, dove avrebbe potuto trovare ispirazione. In seguito, Scheürlen avrebbe detto che i colori dei tramonti scoperti ad Atzara erano paragonabili solo a quelli visti in Israele e nell’isola di Ceylon. Richard Scheϋrlen, apparteneva ad una antica famiglia nobiliare tedesca, ferito nella 1° guerra mondiale, per il quale era stato insignito della medaglia al valore militare,beneficiava di una pensione di invalidità che gli consentiva di dedicarsi interamente alla sua arte. Arrivato ad Atzara, approdò a casa di Don Efisio Serra, nobile signorotto originario di Samugheo (Or), all’interno del quale organizzò il proprio alloggio. Costretto a ripartire nel 1942 dai tedeschi che lo richiamarono in guerra, venne prelevato e portato a Seneghe, poiché ritenuto esperto geografo militare. A Seneghe, Sheϋrlen stabilì nuove amicizie ma non dipingeva più, mentre ad Atzara, data la partenza forzata, lasciò oltre a numerosi dipinti, molta attrezzatura. Conclusa la guerra, del pittore tedesco non si seppe più nulla e tra gli amici rimasti ad Atzara venne dato per disperso fino a quando Antonio Corriga, che aveva circa 15 anni quando arrivò ad Atzara la prima volta, e ne subì il fascino artistico fino a divenire suo “discepolo” al suo rientro in Sardegna da Firenze, una volta conclusi gli studi artistici e fresco di nomina per l’insegnamento presso le scuole medie ad Oristano, ricordando questo gigante buono, al quale lui si era ispirato nella sua pittura, decise di attivarsi per scoprire che fine avesse fatto il suo “maestro” . << Era un uomo mite, di uno straordinario stile di vita, oltre che straordinario artista – racconta Corriga che serba di Scheϋrlen, un ricordo nitido, fresco e velato di una certa malinconia – per ritrovarlo mi rivolsi a due parlamentari – prosegue Corriga – i quali misero in atto una vera e propria ricerca che alla fine diede i frutti sperati: Scheürlen era vivo, era tornato a Stoccarda sua città di origine dopo essere stato rimpatriato alla fine del ‘44 durante la ritirata dei tedeschi. Scheürlen, incredulo, felice dell’interessamento mostrato dal suo allievo atzarese, invia a Corriga un plico di oltre 16 pagine in cui manifesta ricordi nostalgici della sua permanenza ad Atzara che aveva dovuto lasciare suo malgrado; ha così inizio una fitta corrispondenza che durerà anni. Siamo introno agli anni ’60 quando Corriga, riceve una lettera da S. che gli annuncia una visita ad Oristano, città in cui Corriga si era stabilito a conclusione dei suoi studi, vi resterà ospite a casa sua, per circa 3/4 mesi; in questo lasso di tempo tra Scheürlen e Corriga nasce un vero e proprio sodalizio artistico, infatti il tedesco dipinge e Corriga anche, guidato stavolta dal maestro che non gli lesina consigli e insegnamenti preziosi ed esortazioni a migliorare che saranno poi fondamentali per la definizione e la maturità artistica del maestro sardo. Il tedesco aveva visto che la pittura di Corriga, come la sua, era molto legata al dipinto en-plein air, al modo degli Impressionisti. << Per me è stato un riferimento importante – spiega Corriga – la sua è una pittura che stimola un modo di rappresentare la fantasia in armonia spontanea senza artifizi ne strumenti approfonditi>>. Il sentimento nostalgico del tedesco e il ricordo della sua prima permanenza in Sardegna, fa si che Corriga lo riporti ad Atzara; < Per Sheürlen – racconta Corriga – fu un tuffo nel passato e da quel momento in poi fece di tutto per riprendere e stringere tutti i suoi rapporti con le persone che gli erano rimaste care, tra queste la famiglia di tzia Peppa Demurtas, tzia Grazia Manca e Antonio e Don Efisio, era amico di tutti – prosegue Corriga – anche dei più umili e diseredati >>. Il pittore Richard Eugen Napoleon Scheurlen nasce il 5 dicembre del 1890 a Berlino, da una antica famiglia nobiliare tedesca. Richard, era il figlio del medico Karl Paul Ernst Scheurlen e Sophie von Möller. Si arruola nella Marina Imperiale tedesca nel 1910 all’età di 20 anni. Nel corso della prima guerra mondiale, rivestiva il ruolo di ufficiale di guardia e comandante di sottomarini. Nel 1919, fu congedato con il grado di tenente capitano a seguito del suo ferimento, per il quale venne insignito della medaglia al valore militare. Dal 1917 fino al 1939 fu sposato con Helene Göz, la figlia del consigliere Karl Göz e Pauline Schwab, discendente dello scrittore Gustav Schwab. Scheurlen beneficiava di una pensione di invalidità che gli consentiva di viaggiare e dedicarsi interamente alla pittura, sua grande passione. Richard Scheurlen fa il suo arrivo in Sardegna negli anni immediatamente precedenti l’inizio della 2° guerra mondiale, intorno al 1938-1939. L’artista sardo, Filippo Figari, già affermato a quei tempi, soleva trascorrere brevi periodi di soggiorno a Capri; durante uno di quei viaggi, nacque l’incontro del tutto casuale con Richard Scheurlen, mentre ritraeva in strada degli “scugnizzi” en-plein air. Scheurlen, dipingeva una pittura impressionista e Figari rimase talmente affascinato dalla sua arte che lo invitò a venire ad Atzara, dove avrebbe potuto trovare ispirazione. In seguito, Scheurlen avrebbe detto che i colori dei tramonti scoperti ad Atzara erano paragonabili solo a quelli visti in Israele e nell’isola di Ceylon. Arrivato ad Atzara, approdò a casa di Don Efisio Serra, nobile signorotto originario di Samugheo, all’interno della quale organizzò il proprio studio pittorico. Nel 1942 fu costretto a lasciare Atzara poiché richiamato in guerra prelevato e portato a Seneghe, in quanto esperto geografo militare. Ad Atzara, data la partenza forzata, lasciò oltre a numerosi dipinti, tutta la sua attrezzatura. A Seneghe, Scheurlen stabilì nuove amicizie ma non dipingeva più. Conclusa la seconda guerra mondiale, del gigante buono, cosi chiamato data la sua statura fuori dal comune, non si seppe più nulla e tra gli amici rimasti ad Atzara venne dato per disperso. Antonio Corriga, che aveva circa 15 anni, quando Scheurlen arrivò ad Atzara la prima volta, ne subì il fascino artistico fino a divenire suo “discepolo” e al suo rientro in Sardegna da Firenze, decise di attivarsi per scoprire che fine avesse fatto il suo “maestro”.

Era un uomo mite, di uno straordinario stile di vita, oltre che straordinario artista – racconta Corriga che serba di Scheurlen, un ricordo nitido, fresco e velato di una certa malinconia. Per ritrovarlo Antonio Corriga si rivolse a due parlamentari i quali misero in atto una vera e propria ricerca che alla fine diede i frutti sperati: Scheurlen era vivo, era tornato a Stoccarda dopo essere stato rimpatriato alla fine del ‘44 durante la ritirata dei tedeschi. Il pittore tedesco, incredulo, felice dell’interessamento mostrato dal suo allievo atzarese, invia a Corriga un plico di oltre 16 pagine in cui manifesta ricordi nostalgici della sua permanenza ad Atzara che aveva dovuto lasciare suo malgrado; ha così inizio una fitta corrispondenza che durerà anni. Nel corso di questa, Corriga ricevette una lettera da Scheurlen che gli annuncia una visita ad Oristano, città in cui Corriga si era stabilito a conclusione dei suoi studi; vi resterà ospite a casa sua, per circa 3-4 mesi. In questo lasso di tempo tra Scheurlen e Corriga nasce un vero e proprio sodalizio artistico, infatti il tedesco dipinge e Corriga anche, guidato stavolta dal maestro che non gli lesina consigli e insegnamenti preziosi ed esortazioni a migliorare che saranno poi fondamentali per la definizione e la maturità artistica del maestro sardo. Il tedesco aveva visto che la pittura di Corriga, come la sua, era molto legata al dipinto en-plein air, al modo degli Impressionisti. << Per me è stato un riferimento importante – spiega Corriga – la sua è una pittura che stimola un modo di rappresentare la fantasia in armonia spontanea senza artifizi ne strumenti approfonditi>>.

Il sentimento nostalgico del tedesco e il ricordo della sua prima permanenza in Sardegna, fa sì che Corriga lo riporti ad Atzara; << Per Scheurlen – racconta Corriga – fu un tuffo nel passato e da quel momento in poi fece di tutto per riprendere e stringere tutti i suoi rapporti con le persone che gli erano rimaste care, tra queste la famiglia di tzia Peppa Demurtas, tzia Grazia Manca e Antonio e Don Efisio, era amico di tutti – prosegue Corriga – anche dei più umili e diseredati >>. Muore l’8 giugno del 1969 all’età di 78 anni a Stoccarda.

 

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