Giorgio Princivalle

Titolo dell’opera

Natura morta

Anno di realizzazione

1963

Tecnica

olio su tela

Dimensioni

40 x 80

Giorgio Princivalle – Biografia

 

Giorgio Princivalle (Baricella 1925 – Cagliari 1989). Nato in Emilia da genitori sardi, Giorgio Princivalle ha vissuto interamente in Sardegna, dividendosi nelle diverse fasi della vita tra Olbia, il paese d’origine della madre Nuoro e Cagliari. Infatti, da Olbia si trasferiva a Nuoro per motivi di studio e più tardi (1951), nel capoluogo, fondamentalmente per dare inizio alla sua attività lavorativa, ma anche per trovare un respiro più ampio ai suoi interessi di carattere artistico e culturale che avevano avuto inizio in giovane età. Dai primi anni Sessanta inizia la sua esperienza subendo l’indubbio fascino della pittura astratta e del mondo figurativo di Paul Klee e prima ancora dello stesso Kandinskij, che diventerà qualcosa di più intimo e negli anni ’70, in cui indubitabilmente, gli oggetti prendono forma attraverso la narrazione del ricordo d’infanzia. I giocattoli e i burattini che ricorreranno spesso negli anni più fertili della sua pittura, sintetizzano assenze e carenze di tipo affettivo, di cui ha dimostrato di portare il peso negli anni della maturità, da non confondere con privazioni di altro che non fosse una mancanza di figura paterna che si era creduto di colmare con la rigidità della educazione materna. La sua ricerca pittorica dura tutta la vita, che dedica appunto allo studio e alla sperimentazione, prendendo spunto e ispirazione, di volta in volta, alle diverse correnti pittoriche e movimenti artistici, come per esempio dai surrealisti, metafisici e simbolisti. “Il dipinto Natura morta, realizzato nel 1963, dopo due anni dalla prima esposizione pubblica di Giorgio Princivalle, presenta caratteri simili ad altre due opere del medesimo soggetto, una del 1963, l’altra del 1969 circa, entrambe della collezione del Consiglio Regionale della Sardegna. La composizione, che sembra risolversi in un impianto semplice e quasi bidimensionale, è giocata sul colore e sulle variazioni quasi impercettibili che talvolta fanno fatica a profilarsi su uno sfondo quasi omogeneo.”È una pittura che sorge e si forma per mezzo di un’alchimia lunga; con pazienti ricerche e prove di equilibrio e ritmo. Su campiture vastissime e smaltate di bianchi e rosa, di gialli e viola, che si animano più che in virtù di scale tonali per diversità di stesura o per spessore, si profilano idee di fiori, di oggetti, di paesaggi, di marine”. Così il noto critico Giovanni Ciusa Romagna descrive l’arte di Princivalle in un articolo del 1963.

 

Altre opere

Principali mostre personali

 

 

 

Principali mostre collettive