Enrico Piras

Titolo dell’opera

Campagna olzaese

Anno di realizzazione

1996

Tecnica

olio su tela

Dimensioni

30 x 50

Enrico Piras – Biografia

 

Enrico Piras (Sassari, 1931), dopo la laurea in Lettere fu a contatto con illustri personalità tra cui Joyce ed Emilio Lussu. Ha fatto di Olzai, un paese sardo in provincia di Nuoro, il suo universo granitico nel piccolo anfiteatro a ridosso della montagna.  Inizia nel 1975 ad approfondire lo studio e la passione per le tecniche incisorie, prediligendo tra le stesse quelle dell’acquaforte, della xilografia e della vernice molle. Partecipa a numerose esposizioni come 1° Rassegna nazionale dell’acquaforte figurativa contemporanea di Modica nel 1996, alla III° Biennale dell’incisione di Acqui Terme nel 1997. Nella sua formazione artistica furono molto importanti le figure di Stanis Dessy e Felice Melis Marini. L’artista è dunque noto maggiormente per le sue incisioni, in particolare per le sue acqueforti. Il suo linguaggio artistico rimane sempre costante alla figurazione e le tematiche sono soprattutto scorci paesaggistici Nella sua formazione artistica furono molto importanti le figure di Stanis Dessy, Felice Melis Marini e Carmelo Floris di cui è stato allievo, è certamente ispirato da quelle stesse intenzioni con cui Vittorio Sereni, scrivendo ad Attilio Bertolucci, affermava che avere una patria poetica significa essere sovrano, sentenziando così il massimo risultato. L’artista è dunque noto maggiormente per le sue incisioni, in particolare per le sue acqueforti. Le sue incisioni sono architetture naturali tra posti impervi in pietra, case, scalette, campane, vegetazione, alberi, cespi, inquadrature viste dalla finestra delle abitazioni dei contadini. Come ha scritto Manlio Brigaglia, Enrico Piras ha avuto il “dono dai suoi dei”. Di queste incisioni colpiscono le stradine periferiche che potrebbero delineare il riquadro di qualunque secolo, un passaggio stretto verso il bosco millenario, i viottoli medievali, scorci poveri e per lo più di esterni (raramente di interni domestici).  Il suo linguaggio artistico rimane sempre costante alla figurazione e le tematiche sono soprattutto scorci paesaggistici, come la piccola tela a olio dal titolo Campagna olzaese del 1999 della collezione del museo, nella quale si intuisce facilmente che esiste una poesia di gesti e una poesia di immagini. La vernice molle e l’acquatinta ricreano le nevicate d’epoca in un orizzonte storico e geografico di questo microcosmo isolano: una vera e propria terra elettiva.

 

Altre opere

Principali mostre personali

 

N.D.

 

 

Principali mostre collettive