Antonio Corriga

Titolo dell’opera

Coppia di Contadini atzaresi con l'asino

Anno di realizzazione

anni settanta

Tecnica

olio su tela

Dimensioni

149 x 188,5

Antonio Corriga – Biografia

 

Antonio Corriga (Atzara, 1923-Oristano, 2011), nella vicenda artistica di Antonio Corriga il luogo di nascita non è irrilevante. Lui stesso ammetteva di essere stato in qualche modo facilitato dall’essere nato ad Atzara, paese meta di viaggi e soggiorni da parte di numerosi pittori del primo Novecento, specie gli spagnoli Eduardo Chicharro Agüera e Antonio Ortiz Echagüe, luogo di passaggio anche per diversi artisti sardi e, soprattutto buen retiro per Filippo Figari, che era solito trascorrervi l’estate. Intorno agli anni Quaranta, poi, è un’altra la presenza da non trascurare: quella del tedesco Richard Scheurlen, nuovo riferimento importante per il giovane aspirante pittore. Corriga nasce dunque ad Atzara nel 1923. In un’intervista rilasciata qualche anno prima di morire nel 2007, è lui che racconta come prese le vie dell’arte. Il suo è un ricordo familiare, forse ammantato di quel tanto di leggendario che colora le memorie degli esordi: un concorso di disegno bandito dalla Fondazione del fascio, un piccolo premio di 20 lire e la madre che si impone sul marito e dispone che il figlio vada instradato agli studi artistici a Sassari. Fin da giovane mostra una precoce inclinazione all’arte, e infatti, verso gli anni ‘30 frequenta lo studio di Filippo Figari ad Atzara. Quest’ultimo può essere considerato uno dei maggiori artisti del Novecento Sardo. Nella prima metà del Novecento, Figari ( e prima di lui Ballero e altri numerosi artisti, anche spagnoli ) si trasferisce per un breve periodo ad Atzara, affascinato dai paesaggi circostanti, rimane infatti colpito dalla bellezza e vivacità dei colori, dalla particolare luce che tanto affascinò anche Scheurlen, altro grande maestro di Corriga. In quel periodo dobbiamo anche ricordare che Filippo Figari era il preside dell’Istituto d’Arte di Sassari, dove tra l’altro, insegnava. Grazie a questa fortuita coincidenza e grazie ai consigli del maestro Figari che già aveva notato la bravura del giovane, Corriga viene a conoscenza di un concorso al quale partecipa, vincendo una borsa di studio che gli permetterà di frequentare l’Istituto d’Arte di Sassari. Ebbe come insegnanti grandi pittori del primo Novecento sardo, come per esempio Stanis Dessy, abile disegnatore e illustre pittore, oltre che lo stesso F. Figari. Da Figari acquisì oltre alle eccellenti basi tecniche, anche quella propensione per le composizioni corali e la sapienza compositiva nel saperle articolare armonicamente e con forte senso scenografico nello spazio. La preparazione è tale da costituire un buon viatico per affrontare l’Istituto Superiore d’Arte di Porta Romana a Firenze. Qui Corriga si trasferisce nel 1942 e grazie al contributo delle borse di studio inizia a frequentare diversi corsi, tra i quali, quello di decoratore di porcellane e quello di ceramica. Le prime opere di Antonio Corriga risalgono agli anni Quaranta, opere di piccolo formato, come i ritratti di parenti che lo ospitano a Sassari (studi di figura che assicurano l’acquisita padronanza del disegno), realizzati a pastello, o paesaggi a olio si rifanno agli esempi dei suoi maestri, in particolare di quelle figure artistiche che ritrovarono nei paesaggi della campagna atzarese, una grande fonte ispiratrice. La prima ispirazione si rifà dunque a Biasi, Figari e Dessy, ma in maniera ancora più forte ai pittori spagnoli, iniziando da Chicharro e passando per Ortiz Echague. La presenza e lo scambio con i pittori spagnoli ha rappresentato per Atzara, un fatto culturale senza precedenti. Tornando ai pittori spagnoli, furono effettivamente loro a ispirare la prima produzione artistica di Antonio Corriga. E’ ad Atzara che si conserva però la sua prima opera importante: la pala d’altare per la Parrocchiale (una baroccesca Madonna delle Anime) datata 1944, nella quale Corriga ritrae se stesso e altri personaggi di Atzara tra i penitenti. Il pittore vive a Firenze fino al 1948 ed è nello stesso anno che partecipa ad’una collettiva, la mostra arti Figurative “Premio Firenze” nella quale viene segnalato come <<uno degli esempi più significativi visti a Firenze in questa stagione artistica>>, registrandone due caratteristiche che troveremo ripetute negli anni a venire: la componente intimistica e il senso del colore. Il ritorno in Sardegna gli assicura l’avvio di un percorso espositivo intenso, quasi frenetico: sono tante le mostre che si susseguono, soprattutto da quando si trasferisce a Oristano dove troverà un posto come insegnante di ceramica alla scuola professionale. La ceramica diventa uno dei suoi interessi prevalenti tanto da fargli aprire una bottega. In quel periodo la ceramica riceveva nell’isola un nuovo impulso da figure come Gavino Tilocca e Giuseppe Silecchia. I soggetti trattati nelle numerose esposizioni sono vari, il tema folclorico e quello sacro delle processioni. I suoi maestri, Figari in primis e poi Scheurlen ce n’è da segnalarne almeno altri due, sottaciuti ma indubbiamente presenti, e sono Giuseppe Biasi e Carlo Contini. Al primo infatti si devono in parte temi e svolgimento, le processioni, soggetto che Corriga replicherà lungo tutto l’arco della sua carriera, e che di Biasi hanno il taglio obliquo e la indefinita struttura delle figure, al secondo ancora parte dei soggetti, soprattutto i cromatismi, quei rossi, azzurri e gialli così tipici e costanti nella produzione di Contini, oristanese e dunque presenza ineludibile, con la quale non può non confrontarsi. Corriga è attento alle dinamiche e alle ingiustizie sociali tanto da impegnarsi direttamente in politica, con l’adesione al Partito Socialista; fanno riferimento a questa sua militanza una serie di quadri a soggetto politico, come il grande olio, L’occupazione di Cabras del 1962 o I funerali di un socialista, del 1975 e conservato al Museo atzarese che ha contribuito sensibilmente a far nascere. A questa consapevolezza del tempo presente si accompagnava la coscienza della funzione sociale dell’artista, che lo portava a dichiarare : <<In Sardegna c’è il dramma dell’isolamento, i tormenti dei pastori, le fatiche dei contadini, la precarietà dei minatori. Da qui, dal desiderio di rimpere l’isolamento nasce probabilmente l’ingresso in politica, Corriga infatti ricoprirà più volte il ruolo di assessore comunale a Oristano. Dal 1966 e per una decina d’anni Corriga è chiamato a guidare l’ISOLA con la carica di Presidente. L’impegno con l’ISOLA non lo tiene lontano dalla pittura e partecipa con una mostra alla galleria l’Arco; la recensisce su l’Unione Sarda Mario Ciusa Romagna, il critico non è tenero con l’artista nonostante intitoli il pezzo La carica intima di Corriga: anche se in modo indiretto, lo taccia di inconsapevolezza e arretratezza di linguaggio, salvando solo oche opere, senza peraltro definirle belle, ma solo “sicure”. La pecca maggiore, secondo Ciusa Romagna, sono l’indeterminatezza e la mancata scelta tra naturalismo ed espressionismo: il che effettivamente corrisponde al vero. Con costanza, e per scelta, Corriga costruirà i suoi lavori oscillando tra questi due poli, con un linguaggio che è poi, in buona sostanza, ancora quello di Richard Scheurlen. Tuttavia quella che da un critico viene rinfacciata come maggior colpa diviene invece punto di merito per altri, come Vittorio Fiori: in generale Corriga appare nonostante tutto una figura appartata e a sé, fedele alla sua linea e alla sua strada, fuori dalle nuove correnti espressive e dal dibattito acceso tra figurazione e astrazione; possiamo parlare per lui di Neorealismo. Anche anagraficamente appartiene ad una generazione di mezzo, e la battaglia per il rinnovamento del linguaggio pittorico isolano e per il superamento del folclorismo lo vede senz’altro schierato, seppur silenziosamente, tra i conservatori. Al Corriga “pubblico”, grande catalizzatore di committenze sia ecclesiastiche sia istituzionali, va affiancato, talvolta con esiti sorprendenti, il Corriga privato, il ritrattista sensibile capace di raccontare una sorta di “lessico famigliare” per immagini, un mondo di affetti e di amicizie intimistico, oltre la retorica o la competizione con le figura in costume alla Filippo Figari e Carmelo Floris, con un linguaggio moderno e poetico al contempo, come attesta l’opera Maternità, del 1966 o Giovanni dormiente del 1969, dalla raffinatissima tessitura cromatica memore di certo postimpressionismo francese. Così come non si può non segnalare la spavalda autoironia di certi autoritratti quali quello del 1973, un irriverente omaggio al celeberrimo Autoritratto con Cane di Courbet o, ancora, con il suo ultimo autoritratto con cesto di frutta del 1998, nel quale l’artista ormai anziano, veste i panni e assume l’aria di sfida del Giovane con canestra di frutta di Caravaggio. A settant’anni decide di aggiungere nuovi impegni, cimentandosi in attività come illustratore tra le quali spicca quella della Carta De Logu di Francesco Cesare Casula nel 1995. Nel 2000 si colloca l’inaugurazione del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Antonio Ortiz Echagüe di Atzara, del quale è primo direttore fino alla sua scomparsa. La sede museale è figlia della sua caparbietà e del suo impegno, e vuole essere un segno tangibile e un contenitore del passato d’arte che connota il paese. Tra le numerose e importanti esposizioni su piacce nazionali e internazionali, nella seconda metà degli anni Settanta sbarcherà oltreoceano, dapprima a New York poi in Canada, a Montreal (al Museo McMaster in Three contemporary Italian artist dove espone con Franca baratti e Tonino Ruiu,) e Toronto di nuovo insieme a Ruiu. Due le mostre che gli dedicheranno il Comune di Atzara e il Museo Ortiz, Pinturas de Ammentos nel 2007 e Antonio Corriga. I colori di un’isola nel 2015, quest’ultima corredata del primo catalogo ragionato sull’artista curato da Ilisso Edizioni. Temi della mostra del 2015 con oltre 100 opere tra dipinti, ceramiche e lavori d’artigianato artistico, suddivisa in 4 grandi filoni: i ritratti, i paesaggi e le nature morte, i temi sociali e infine il tema religioso. Gli elementi che caratterizzano le opere di Corriga sono i colori forti e accesi, modellati dalla luce che illumina le tele. I luoghi che sono rappresentati sono quelli isolani, e gran parte di essi sono degli scorci atzaresi. Nella mostra possiamo anche apprezzare una serie di ritratti, sia di personaggi di Atzara, sia di illustri personaggi che A. Corriga ebbe l’opportunità di incontrare e conoscere durante la sua vita. I ritratti atzaresi riprendono donne, uomini e bambini di Atzara, generalmente in costume. I temi che ritroviamo nelle tele sono dei temi già cari alla tradizione artistica, come per esempio il tema religioso e in particolare negli scorci di processioni e nella riproduzione della crocifissione. Ritroviamo anche i temi legati al lavoro quotidiano, il ritorno dalla campagna, la mietitura. Sono presenti anche dei temi di contestazione, come le tele che si riferiscono a Ottana e alle sue fabbriche. Ad Antonio Corriga vanno riconosciuti, il giusto ruolo e la dovuta importanza nel panorama artistico isolano. Quello di estremo cantore di un’insularità resa con “sentimento del colore” ora lirico ora drammatico e, al contempo, con larghezza cromatica e intensità narrativa di rara forza espressiva, l’ultimo dei grandi figurativi del ‘900 sardo.

 

Altre opere

Principali mostre personali

 

1946, Cagliari, Galleria “Della Maria”
1949, Oristano, Studio dell’artista Via De Castro
1951, Cagliari, Galleria Alberto Simbula, Portico Sant’Antonio
1954, Oristano, Saletta del caffè Arru
1956, Oristano, Saletta del caffè Arru
1962, Nuoro, Galleria La Cassapanca
1962, Cagliari, Galleria L’Arco
1966, Cagliari, Galleria L’Arco
1967, Cagliari, Galleria La Navicella
1967, Nuoro, Circolo Culturale – Galleria d’arte La Nuova Città
1969, Nuoro, Galleria d’Arte 31
1970, Cagliari, Galleria L’Incontro
1971, Cagliari, Galleria La Colonna
1972, Oristano, Galleria Carlo Contini
1973, Cagliari, Galleria L’Incontro, Corriga: olii, acquerelli, grafica
1973, Sassari, galleria Il Cancello, Corriga: olii, acquerelli, grafica
1974, Milano, Galleria Diarcon, introduzione catalogo Aligi Sassu
1975, Oristano, Galleria Carlo Contini
1975, Sassari, Galleria d’Arte ARS
1976, Oristano, Galleria d’Arte De Castro, Acquerelli di Antonio Corriga
2003, Villanova Monteleone (SS), Mostra del Sacro e della luce
2007, Milano, Spazio Lattuada, Mostra antologica 1949-2007;
2007, Atzara, Museo d'arte moderna e contemporanea "Antonio Ortiz Echagüe, Pinturas de ammentos 1945-2007
2014, Oristano, Pinacoteca comunale, Il sentimento del colore
2015, Atzara, Museo d'arte moderna e contemporanea "Antonio Ortiz Echagüe", Retrospettiva antologica, Antonio Corriga I colori di un'isola

 

 

Principali mostre collettive 

 

1948, Firenze, Mostra Arti Figurative, Premio Firenze, Ex Convento delle Oblate
1957, Sassari, padiglione dell’Artigianato, Mostra dell’Artigianato sardo
1960, Cagliari, Basilica di San Saturnino, II mostra Regionale delle Arti figurative in Sardegna
1961, Cagliari, Galleria del Liceo Artistico, Rassegna d’Arte sarda contemporanea
1962, Marsala, Mostra nazionale di pittura contemporanea, Premio città di Marsala,
1963, Sassari, Padiglione dell’artigianato Eugenio Tavolara, Premio Sassari II edizione
1976, Montreal, Mc Master, Three contemporary Italian artists (Con Franca Baratti e Tonino Ruju)
1977, Toronto, Madison Gallery con Tonino Ruju
1981, Sassari, XI Biennale dell’artigianato, Magia di simboli antichi nella casa d’oggi
1988, Cagliari, Conservatorio IV Biennale Internazionale Sarda
1999, Cagliari, Palazzo del Consiglio Regionale, Mostra d’Arte. Un percorso attraverso 50 anni di acquisizioni
1999, Alghero, Palazzo Comunale, Encontres. Incontri di fine Novecento
2000, Alghero, Aereoporto, Encontres. Incontri di fine Novecento
2001, Cagliari, Exmà, Cento anni di ceramica
2002, Oristano, Galleria GAM, Matrimoni misti
2004, Macomer, Fiera del libro, Il segno nel libro. Storia e attualità del segnalibro reinventato da 100 artisti della Sardegna
2006, Sassari, Palazzo della Frumentaria, Il segno nel libro. Storia e attualità del segnalibro reinventato da 100 artisti della Sardegna
2006, Gavoi, Casa Lai, Il segno nel libro. Storia e attualità del segnalibro reinventato da 100 artisti della Sardegna
2006, Bologna, Artelibro, Galleria D’Accursio, Storia e attualità del segnalibro reinventato da 100 artisti della Sardegna
2008, San Vero Milis, Centro sociale, Storia e attualità del segnalibro reinventato da 100 artisti della Sardegna
2009, Cagliari, Libreria Mieleamaro, Storia e attualità del segnalibro reinventato da 100 artisti della Sardegna
2010, Oliena, Ex Convento dei gesuiti, Luce nell’anima. Arte sacra di Sardegna, dal Quattrocento al Novecento
2013, Nuoro, Tribu, Arte sacra. Un itinerario del Novecento delle collezioni private